E’ uno spettacolo per bambini e famiglie. Il testo narrato nello spettacolo è tratto dall’omonimo libro di Gianni Bissaca che ha riscritto la celebre fiaba popolare per farla diventare parola viva, sonora, pulsante nel corpo e nella voce dell’attore. La parola scritta esce dal libro e gioca con la vocalità, con oggetti e strumenti musicali per creare un mondo di suoni e di immagini che restituiscono la bellezza delle possibilità del corpo dell’attore. Nessun effetto speciale, solo la poesia del corpo-voce che racconta una storia carica di significati simbolici e che catapulta lo spettatore in una dimensione antica. In scena ci sono una sedia e pochi oggetti. Il gioco del teatro mima il gioco dei bambini in cui gli oggetti si trasformano a servizio della creatività e della fantasia di chi sta giocando: il suono del tamburo diventa una camminata nel bosco, il bussare ad una porta, la voce rimbombante dell’orco; un foulard è un lenzuolo per nascondersi, un uccellino che vola, la mamma che saluta da lontano. Il tempo, la trasformazione e la creazione artistica sono alcuni dei motori della piece in cui nulla è immobile, ma tutto è movimento: la voce, i suoni, il racconto della storia: tutto si evolve, muta, si trasforma, così come cambia ogni persona attraverso le esperienze della vita. Lo spettacolo vuole inoltre restituire alle fiabe di tradizione il loro ruolo di guida nella crescita e maturazione della persona e nella costruzione della società civile. “Le fiabe della tradizione divertono, suscitano curiosità e stimolano l’immaginazione. Hanno inoltre un ruolo formativo anche se apparentemente hanno poco da insegnare circa le specifiche condizioni della vita nella società moderna di massa: esse, sono spesso rivelatrici e istruttive circa i problemi interiori degli esseri umani e le giuste soluzioni alle loro difficoltà in qualsiasi società… Perché le fiabe popolari si occupano di problemi umani universali: il messaggio che le fiabe comunicano in molteplici forme è che una lotta contro le gravi difficoltà della vita è inevitabile, è una parte intrinseca dell’esi-stenza umana, che solo chi non si ritrae intimorito, ma affronta risolutamente avversità inaspet-tate espesso immeritate può superare tutti gli ostacoli e alla fine uscire vittorioso.” (B.Bettelheimda “Ilmondo incantato”).
Quando ero Pollicina
di Gianni Bissaca con Claudia Facchini
regia di Gianni Bissaca e Claudia Facchini
durata 45′
dai 4 anni



